“Romano Prodi continua, legittimamente, a sognare l’Unione come risposta a tutti i problemi di questo paese. E, di conseguenza, vuole un sistema elettorale funzionale a qull’obiettivo. Ora, che serva subito una nuova legge elettorale lo sappiamo tutti e lo vogliamo in tanti. Ma che sia un sistema elettorale che eviti la riproposizione dell’Unione che, purtropo, coincide con la stagione più buia e più squallida del centro sinistra nel nostro paese”.
Legge elettorale, mai più l’Unione. Anche se la vuole Prodi.
Partiti, subito riforma ma senza cancellarli.
“La riforma dei partiti è indispensabile per 2 motivi: per garantire il principio democratico all’interno dei partiti e, soprattutto, per rimuovere definitivamente lo squallore a cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi con la gestione opaca delle risorse. Ma chi propone l’azzeramento totale dei rimborsi elettorali coltiva un solo obiettivo. E cioè appaltare la politica i ricchi, alle lobby e agli affaristi”.
Rai, ora serve un governo stabile.
“Per la Rai adesso serve un governo stabile. Il futuro del servizio pubblico non può continuare ad essere in balia dell’incertezza e dei condizionamenti politici. Senza un governo stabile e certo, gli unici ad avvantaggiarsi sono e restano i concorrenti. Prospettiva, questa che nessuno si può augurare. Almeno coloro che non vogliono né il commissariamento nè la privatizzazione dell’azienda, cioè la sua liquidazione”.
Ferrovie, da Arenawais una boccata d’ossiegno.
“Finalmente una buona notizia. E arriva proprio da Arenawais che già nel passato – per precise responsabilità extraziendali – ha dovuto interrompere la sua attività imprenditoriale e che adesso, oltre alla ripartenza mette a segno anche un punto importante nella assunzione di 26 lavoratori dell’ex Wagon lits. E l’accordo con Trenitalia è importante e da sottolineare perché attraverso la conflittualità e la polemica permanente non ci guadagna nessuno. Né i lavoratori né, tantomeno, il servizio offerto ai cittadini”.
Partiti, la riforma contro la criminalizzazione dei partiti.
“I fatti che emergono nuovamente in questi giorni confermano, una volta di più, la necessità improrogabile della riforma dei partiti, della trasparenza dei loro bilanci e del rigoroso controllo dei rimborsi che vengono ricevuti, seppur dimezzati rispetto ad un tempo. E questo senza demolire o criminalizzare i partiti. Perché la politica la devono potere fare tutti, e non solo i ricchi, i miliardari, le lobby e le consorterie di affaristi”.










